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Tzum Valley: alla ricerca della felicità, passo dopo passo!

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Pubblicato il
2 Marzo 2026

Partiti a ottobre 2025 verso la Tzum Valley, nel cuore dell’Himalaya, alcuni viaggiatori Apeiron raccontano in questo articolo un’esperienza che è andata ben oltre il trekking. Un cammino condiviso fatto di fatica, meraviglia e incontri autentici, tra villaggi sospesi nel tempo e montagne maestose.

Nei loro pensieri emergono la gratitudine, la scoperta di una felicità dai molti volti e la consapevolezza che il viaggio più profondo non si conclude con il ritorno, ma continua a vivere negli occhi e nel cuore di chi lo ha vissuto.

Buona lettura!

Pensieri condivisi di viaggiatori alla ricerca della felicità.

Il trekking nella Tzum Valley (Valle della felicità) è stata un’esperienza che resterà scolpita nel cuore di ognuno di noi, così diversi, ma complementari.

Un gruppo di persone che, piano piano, strada facendo, un passo dopo l’altro, è diventato una piccola comunità solidale, capace di vicinanza, ascolto e reciproco aiuto.
Persone consapevoli delle difficoltà proprie e del gruppo, accomunate dalla passione per la montagna e la consapevolezza dell’importanza del rispetto delle usanze e tradizioni di chi ci avrebbe ospitati e aiutati.

Siamo partiti con il desiderio di accogliere ogni imprevisto come naturale evoluzione del cammino.

Imparare a guardare con occhi nuovi!

Insieme abbiamo scoperto che per guardare un paese come il Nepal servono occhi nuovi perchè nella nostra quotidianità riusciamo a guardare solo ciò che siamo stati educati a vedere e in quel Paese non è sufficiente.

Per quanto ci fossimo preparati leggendo e guardando immagini quello che abbiamo trovato è stato molto di più. Una valle ricca di tradizioni, cultura e genti, dove la natura è straordinariamente bella.

Tra città e montagna: due anime dello stesso viaggio

Il nostro cammino urbano ci ha permesso di assaporare una dimensione dove tradizione e modernità camminano a braccetto, dove l’antico resiste in mezzo al traffico caotico che, però, ha un suo preciso ordine.

Nel trekking invece, abbiamo camminato circondati da giganti himalayani che dall’alto hanno accompagnato i nostri passi.
Non possiamo descrivere la meraviglia e lo stupore davanti alle albe ai tramonti, ai colori di una natura generosa, rigogliosa e immensa che lascia senza fiato, senza parole. Ogni volta ripagati dell’enorme fatica.

I volti della felicità

E passo dopo passo abbiamo imparato che la felicità ha volti diversi: inizia quando ci si ricorda che per trovare la pace serve prima sperimentare il caos, e si manifesta nell’affidarsi a chi guida i nostri passi come se fossimo la sua famiglia.

La ritroviamo nell’incontro di anime al cospetto della Montagna Sacra, nella scoperta di quante parole può contenere uno sguardo, e ancora quando le nuvole danzano con le montagne e noi con loro, mentre la sera lascia spazio a una pioggia di stelle.

La felicità è anche perdere la strada per poi ritrovarla, sentire il cuore leggero mentre i piedi volano, e infine provare ammirazione per chi ha avuto il coraggio di essere visionario, riuscendo a realizzare qualcosa di straordinario, grazie Barbara.

L’incontro con le genti della valle

Ci siamo commossi alla vista di acque cristalline che giocano con il vento a ricoprire di goccioline i volti.
Abbiamo goduto la luce dei sorrisi di chi incrocia il tuo sguardo senza mai fuggirlo e, anche sotto il peso di ingombranti gerle, ti augura un sincero e melodioso namaste (saluto il Dio che c’è in te).

L’incontro con le genti dei villaggi è stato ogni volta un’emozione, per la gentilezza, la disponibilità e la serenità con cui ci hanno accolto.
Siamo stati avvolti dal calore in case semplici e umili dove stanchi e affamati abbiamo trovato conforto e ristoro.

Gratitudine

La nostra più profonda gratitudine va a Nabin, definirlo guida è riduttivo, senza il quale non sarebbe stata la stessa cosa.

Saremo sempre profondamente riconoscenti ai portatori che sempre con il sorriso hanno trasportato le nostre cose, senza di loro già al primo giorno saremmo tornati indietro.

Un viaggio che continua

Oggi ripensando a tutta la strada fatta, ci rendiamo conto che il viaggio non è terminato: quello che abbiamo imparato e visto è impresso negli occhi e nel cuore di tutti noi ed è solo l’inizio.

Il camminare ha istillato in noi un desiderio profondo di conoscenza: del mondo che ci ha accolto, delle persone con cui abbiamo condiviso questa esperienza, dell’impegno che porta avanti Apeiron nei progetti e nei servizi in Nepal perché gli occhi delle donne accolte in CASANepal ci hanno dato la misura dello straordinario lavoro che loro portano avanti.

Conoscere questa realtà ha reso ancora più straordinaria il nostro viaggio.

Un profondo GRAZIE da
Alberto, Andrea, Chiara, Consuelo, Domenica, Giovanni, Marcello, Max, Paola, Stefano

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