In Italia, ragazze e donne hanno ancora meno probabilità di ricevere un’educazione finanziaria completa: significa maggior dipendenza economica, quindi maggiore esposizione alla violenza economica, una forma di maltrattamento subdola, spesso invisibile, che limita l’accesso a reddito, risparmi e impedisce di operare scelte libere.
I percorsi di educazione finanziaria di Apeiron nascono proprio da qui: trasformare competenze finanziarie in autonomia, sicurezza e libertà di decidere nel quotidiano e nel lungo periodo.
Buona lettura!
Cosa facciamo, in pratica
Il nostro percorso “I miei soldi? Li controllo io!” è pensato e facilitato da professioniste con esperienza sul campo.
Da un lato c’è l’approccio di Amanda Edwards (Tidy My Money): lavorare su mentalità, consapevolezza e strumenti concreti per “normalizzare” le conversazioni sul denaro, mettere ordine nelle pratiche legali e finanziarie, fissare obiettivi realistici e costruire nel tempo una base solida e duratura. Amanda porta oltre 25 anni di esperienza tra amministrazione, mentoring per piccole imprese e coaching di finanza personale.
Dall’altro lato, Deborah Gianola, wealth manager, guida le partecipanti alla scoperta di “come funzionano davvero” il risparmio e l’investimento, con un linguaggio chiaro: quali strumenti usare, come leggere i documenti informativi, come valutare costo, rischio e rendimento, e perché la diversificazione è una cintura di sicurezza imprescindibile.

I contenuti chiave
I moduli sono costruiti per portare risultati tangibili, fin dal primo incontro. Tra i temi ricorrenti:
- Possedere il proprio tempo e il proprio flusso di cassa:
capire con precisione quali soldi entrano ed escono (senza scuse), per poi costruire il bilancio personale (attività e debiti). - Debiti sotto controllo:
distinguere tra debito “buono” e “cattivo”, ridurre per primi quelli ad alto interesse e monitorare il rapporto debito/reddito (DTI) per prevenire stress finanziario. - Fondo di emergenza:
mettere da parte almeno 3 mesi di spese (meglio 6) per gli imprevisti, così da non scivolare in nuove dipendenze. - Regola 50/30/20 e pianificazione:
bisogni, desideri e risparmio/investimenti, con obiettivi a breve e lungo termine. - Strumenti per risparmiare:
conto corrente, libretti e conti deposito, cosa chiedere alla banca prima di aprirli, come leggere Foglio Informativo e Documento di Sintesi, e quali costi/implicazioni fiscali considerare. - Strumenti per investire:
principi di rischio-tempo-rendimento, differenze tra azioni (proprietà e dividendi) e obbligazioni (cedole e rimborso a scadenza), dinamica dei prezzi rispetto ai tassi e importanza della diversificazione.
Oltre i numeri: sicurezza, salute e relazioni
Parlare di soldi non è “poco femminile”: è un atto di cura verso di sé e verso chi ci sta accanto.
Il modo in cui pensiamo al denaro plasma abitudini e risultati; per questo lavoriamo su convinzioni, vergogna, abitudini di spesa e “distrazioni” che ci allontanano dai nostri obiettivi. Normalizziamo conversazioni scomode, costruiamo routine semplici e ripetibili (“piano ma costante”), e organizziamo documenti importanti (dalle “istantanee finanziarie” alla Heaven Sent Box) perché in caso di necessità noi o le persone a noi più care sappiano dove mettere le mani.
Questo approccio ha effetti che vanno oltre il portafoglio: riduce lo stress (con impatto diretto sulla salute), crea esempi positivi per figli e figlie, e protegge dalle “terribili D” della vita (disabilità, demenza, divorzio, morte) eventi in cui la disorganizzazione finanziaria può diventare un ulteriore fattore di vulnerabilità.

Il denaro apre spazi di scelta
Quando una donna conosce i propri numeri, sa pianificare e ha cuscinetti di sicurezza, diminuisce drasticamente il potere di controllo economico di partner o familiari e si aprono spazi di scelta: lavoro, formazione, casa, salute, relazioni.
L’educazione finanziaria diventa così prevenzione primaria della violenza economica: non solo riconoscere segnali di abuso, ma avere strumenti per evitarlo e, se serve, per uscirne. È un tassello essenziale per l’uguaglianza sostanziale, perché la libertà economica alimenta tutte le altre libertà.
Una mappa personale e la fiducia per aggiornarla nel tempo!
I percorsi, iniziati per la prima volta nel 2023, proseguiranno anche nel 2026, mantenendo il cuore del programma: alfabetizzazione pratica, scelte informate e sostegno tra pari. Lavoreremo in piccoli gruppi per favorire domande, esercizi, confronto, e su materiali chiari da portare a casa (budget, check-list, piani d’azione).
Vogliamo che ogni partecipante esca con una mappa personale e la fiducia per aggiornarla nel tempo.

Non solo un titolo, ma un’abitudine quotidiana
- Un metodo semplice per gestire entrate/uscite e fare un budget.
- Un piano per ridurre i debiti e costruire il fondo di emergenza.
- Competenze per scegliere strumenti di risparmio e capire i documenti della banca.
- Le basi per investire consapevolmente nel tempo, senza scorciatoie.
Se ti riconosci in questo percorso — o se vuoi proporlo nella tua comunità —resta connessa/o con noi:
insieme possiamo fare in modo che “i miei soldi? Li controllo io!” non sia solo un titolo, ma un’abitudine quotidiana e un diritto concreto.
