Apriamo questa nuova rubrica con un nuovo argomento: “donne e ambiente”! Non a caso chiamiamo “madre” la natura e la stessa terra; la donna infatti ha la capacità di creare, nutrire e far crescere.
Alcune donne, sconosciute ai più, hanno contribuito con la loro passione e il loro ingegno allo studio e alla cura del nostro ambiente ed hanno così contribuito al benessere di tutti. Oggi conosciamo Ellen Swallow, considerata oggi la fondatrice dell’ecologia e della ingegneria ambientale.
Buona lettura!
Emanuela Caccia

Ellen Swallow nacque nel 1842 a Dunstable (Massachusetts) e fin dal college femminile sviluppò un particolare interesse per la chimica. I suoi studi si specializzarono proprio in questo ambito e divenne la prima donna ad ottenere, nel 1873, una laurea in chimica al MIT (Massachusetts Institute of Technology), dove fu ammessa come studente speciale.
Vi rimase per tutta la vita, benché non ottenne mai una cattedra, in quanto donna. Il suo primo innovativo contributo fu la creazione di un “Laboratorio di Scienze per le Donne”, dove insegnò l’analisi dei cibi, delle acque, degli scarichi. Swallow inoltre dedicò molto tempo ad approfondire il rapporto fra malattia ed esposizione ad alimenti, acqua ed aria contaminata, in ambito domestico e industriale. Svolse la prima importante ed ampia indagine sulle risorse idriche per il Ministero della sanità dello stato del Massachusetts, con Thomas M. Drown, ed isolò un nuovo metallo, il vanadio. Fu la prima Presidente dell’American Home Economics Association, fondata nel 1908.
Nel 1892 chiese la creazione di una nuova scienza interdisciplinare composta da due branche principali: l’educazione ambientale e l’educazione alimentare, da lei definita “ecologia umana”, e fece di tutto perché fosse inserita dentro la gerarchia delle scienze, purtroppo senza esito: derubricandola ad una più banale “economia domestica”.
Fonte ARPAT
